giovedì 13 giugno 2013

Accessori di lusso per i-tech



Tra i tanti accessori i-tech di lusso ed esclusivi che si possono trovare sul mercato o che sono in attesa di uscire, abbiamo selezionato tre prodotti degni di nota per la loro sfacciata esclusività. Si tratta di: due accessori per i prodotti di punta di Apple, le cover per iPhone 5 e iPad Mini e dei tanto attesi  Google Glass e che apriranno la nuova frontiera del “weareable computer”.




La prima che proponiamo è The London Lotus iPhone Case è una "semplice" cover per iPhone 5 ideata dal produttore britannico UUninque London e l'attrice Mischa Barton. 




La London Lotus iPhone Case è plasmata in oro 18 carati, con molti diamanti bianchi e rosa a decorarne il corpo. Nello stile, l'attrice, ha seguito un approccio vicino al mondo della moda, incorporando dei motivi floreali che si snodano come ricami di pregiato e raffinato pizzo, degni di un abito di grande sartoria. Si tratta di una custodia preziosa, che con il suo prezzo...accessibile a pochi... ne fa la cover più cara del pianeta,  303 mila dollari. 




Per gli amanti del genere, la compagnia The Natural Sapphire Company ha sviluppato una cover per iPad Mini con telaio in oro bianco 18k, decorato da 3328 zaffiri naturali blu Ceylon dal peso totale di 599 carati e fattore primario dell’alto costo d’acquisto sono i 50 diamanti bianchi taglio brillante da 5 carati complessivi che tempestano il logo esterno dell’apparecchio, che fanno assumere all'oggetto in questione la modica cifra di 700 mila dollari.




Ormai da molti mesi sentiamo e leggiamo sul web dei famigerati Google Glass. Questi gioielli tecnologici, sono dei veri e propri personal computer a portata di occhi anziché di mani, che permetteranno di navigare sul web, scattare foto (non solo sfiorando la stanghetta destra degli occhiali, ma per chi vorrà basterà fare l'”occhiolino”) e girare video con le mani libere, utilizzando la voce o sfiorando la superficie touch. Sarà possibile sperimentare la così detta “realtà aumentata”, cioè vedere immagini reali arricchite da informazioni prese dal web in tempo reale.  




Google confida di metterne in vendita una prima versione tra la fine di quest’anno e il 2014. Attualmente i Google Glass hanno un costo di 1.500 dollari, ma non è ancora possibile acquistarli. A Mountain View hanno deciso di rilasciare una edizione speciale per chi realizza le applicazioni. Sono stati sperimentati nelle ultime settimane da 1000 fortunati sviluppatori. Un paio di Google Glass sono arrivati anche in Italia: li possiede una società bolognese, e li ha sperimentati il giornalista del Corriere della Sera Massimo Sideri.  




A tutti coloro che attendono frementi e impazienti, intanto indichiamo le caratteristiche tecniche dei Glass:
naselli regolabili e telaio resistente, per adattarsi a qualsiasi viso.
- Display ad alta risoluzione come uno schermo ad alta definizione da 25 pollici.
- Fotocamera da 5 MP e registrazioni video a 720p.
- Speaker audio a conduzione ossea, quindi trasmettono il suono attraverso le ossa craniche lasciando libere le orecchie dagli auricolari. Il trasduttore è sull'asticella degli occhialini dietro l'orecchio destro.
- Wi-Fi 802.11b/g e Bluetooth.
- 12 GB di memoria utilizzabile sincronizzato con Google Cloud Storage.
- Compatibilità con qualsiasi cellulare Bluetooth.

Non ci resta che aspettare per poterli indossare!





mercoledì 22 maggio 2013

10 nomi per 10 patrimoni da miliardi di dollari


Ogni anno "Forbes", la rivista di economia e finanza per eccellenza, non può fare a meno di mancare il consueto appuntamento con la top ten degli uomini più ricchi del mondo, che non a caso sono sempre dei noti industriali. Un elenco in grado di suscitare il più alto tasso d'invidia nel brevissimo arco di secondi necessari per scorrere la lista dei patrimoni più indissipabili che esistano. Forbes in realtà non si limita a sciorinare i nomi, ma occupandosi dell'aspetto propriamente economico, ha la premura di segnalare attraverso un'apposita legenda se l'azienda dei "top industrials", in termini di fatturato, è salita, scesa o rimasta invariata rispetto all'anno precedente.

Partendo dal patrimonio "meno invidiabile" si incontra l'imprenditore del bauletto in pelle stampata, il francese Bernard Arnault proprietario del gruppo LVMH, meglio conosciuto come Louis Vuitton. Malgrado il confronto internazionale gli servi solo il 10° posto con una discesa rispetto al 2012, la fortuna di Bernard mantiene l'assoluto primato nel vecchio continente con il suo patrimonio familiare di 29 miliardi di dollari.



Per solo un miliardo di dollari in più, Liliane Bettencourt, la "madame" della cosmetica, sorpassa il compatriota Arnault e si guadagna un meritato 9° posto a colpi di bellezza. Il suo gruppo industriale L'Oreal, visti i brillanti risultati registrati nell'ultimo anno, le ha consentito una nobile entrata nella top ten a nove zeri. 



L'8° posto ci porta in uno dei Paesi in maggiore espansione, la Cina. Qui incontriamo Li Ka-shing, il maggiore azionista del gruppo Cheung Kong-Holdings che con una perizia tutta cinese ha portato il suo patrimonio a 31 miliardi di dollari, oltre 5 miliardi in più rispetto al 2012. 




La classifica ci porta dritti negli Stati Uniti dove i fratelli David e Charles Koch con il loro patrimonio di 34 miliardi e il conglomerato industriale Koach Industries in ascesa si adagiano comodamente verso la metà della top ten.




Rimaniamo negli States per il 5° posto di Lawrence Ellison, amichevolmente conosciuto come "Larry", volato con la sua Oracle Corporation a oltre 7 miliardi di fatturato rispetto al 2012. Pensare che questo imprenditore di una delle aziende di fornitura di software database più grande al mondo si è appassionato solo per caso all'informatica, chissà quali risultati avrebbe potuto mai raggiungere con un po' di impegno in più?




Resta escluso dal podio per un soffio di miliardi di dollari, esattamente 3,5, Warren Buffet l'economista statunitense soprannominato "l'oracolo di Omaha". Un 4° posto piuttosto amaro tuttavia, considerando che malgrado gli sforzi e la crescita in termini di dollari, la maggiore abilità dei suoi compagni di lista, l'hanno fatto scendere di una posizione.




La parte calda della top ten ospita al 3° posto il señor  Amancio Ortega il patron del brand low cosa più apprezzato dalla popolazione femminile mondiale, Zara. 57 miliardi di dollari di patrimonio possono essere abbastanza per premiare l'intuizione di colui che ha consegnato lo stile alla democrazia. 




Al 2° posto, ma decisamente agguerrito nell'intenzione di riprendersi l'oro (come se quello posseduto non fosse abbastanza), William Henry Gates III, per gli amici Bill Gates. Il programmatore statunitense dal look minimal non pare tuttavia appagato dalla fama di "uomo più ricco degli Stati uniti" ed è chiara la sua volontà di conquistare il mondo piazzando il suo patrimonio ove the top.




Ed infine, eccoci sulla vetta, sull'olimpo della ricchezza dove Carlos Slim Helù, il magnate dell'imprenditoria messicana dimostra un certo attaccamento al trono, riconfermando la sua corona per il quinto anno consecutivo. 73 miliardi di dollari che rappresentano l'apice della ricchezza, ma anche una favola surreale per chi certe cifre non le ha guadagnate neppure sulla fortunata proprietà del noto "Parco delle Vittorie".



giovedì 2 maggio 2013

Dietro il successo del Salone 2013



Definito il "salone dei record" per i numeri da capogiro, 324.093 i visitatori totali, 2650 gli espositori, 700 le nuove promesse del design presenti, il Salone del Mobile 2013 ha da poco chiuso i battenti, ma è già storia.





Abbiamo seguito SigeGold, uno dei marchi presenti, nel backstage per scoprire cosa si muove dietro il palcoscenico internazionale del Salone.
Di seguito le foto, quelle che mostrano tutto ciò che è accaduto prima della "messa in scena". La scelta degli allestimenti, il montaggio, le idee, gli imprevisti, la tensione che hanno preceduto uno spettacolo impeccabile.
















Pronti per il prossimo anno. Arriverderci Salone del Mobile

giovedì 4 aprile 2013

Fenomeni: il cibo e Dimitar Damyanov




Da sempre la possibilità o meno di assecondare la fame, massima espressione della corporeità, ha scisso in due gruppi l'umanità, i ricchi e i poveri, ma in quella parte del mondo in cui mangiare pare ormai scontato, oggi col cibo si gioca.


Il proliferare di chef in studi televisivi e cambuse da far invidia a quelle delle navi da crociera, sono la tendenza degli ultimi anni. Un'influenza che piano piano è uscita dai canali web e tv per entrare nella vita di tutti noi che più o meno consapevolmente abbiamo scelto di farci contagiare.


Gli chef sono divenuti i nuovi sex symbol, la creatività l'ingrediente indispensabile per un piatto di qualità, le stelle Michelin l'abito del gusto e i ristoranti luoghi di venerazione. In questo vortice il consumo del cibo non è più la naturale risposta alla fame, ma un vero e proprio stile di vita, così come la moda ha trasformato il bisogno di coprire il corpo nel vestirsi con stile. E come nella moda, dietro a grandi nomi e esperienze di successo, ci sono sempre personalità creative tenute in ombra, così anche anche nella cucina spesso a supporto della follia degli executive compaiono chef provetti pronti a spiccare il volo dell'alta cucina.



Dimitar Damyanov è un esempio calzante di quanto detto. Oggi al timone di una delle cucine più raffinate della Bulgaria, quella dell' Este di Sofia, ha acquisito ispirazioni e contaminazioni lavorando nei migliori ristoranti al mondo, tra cui il pluripremiato Noma di Copenaghen e il Savoy Grill di Londra, affiancando chef del calibro di Gordon Ramsay.



Dimitar ha scelto una metropoli in forte ascesa per venire alla luce con la sua abilità culinaria e una location da favola in cui arredi e finiture eleganti e sfarzosi si intonano a piatti eseguiti e presentati in maniera per niente convenzionale.





giovedì 21 febbraio 2013

10 suite da sogno


Dal momento che sognare è ancora una delle espressioni più esemplari di democrazia e che il web ha ormai annullato ogni tipo di distanza, è arrivato il momento di fare un bel giro dando una sbirciatina alle 10 suite più costose  al mondo.
Prima tappa, la vicina Grecia, più esattamente Atene dove è possibile trascorrere una notte indimenticabile alla Royal Villa presso il Grand Resort Lagonissi. Qui, alla "modica" cifra di €34.000 a notte, potrete immergervi in una piscina riscaldata, farvi coccolare da un maggiordomo, viziare da un cuoco e rilassare dalle note di un pianista che saranno lì apposta per voi.


Si cambia continente e si arriva in USA, a Las Vegas, la città del gioco e delle follie estreme. La vostra follia? Dormire sul letto rotante della Hugh Hefner Sky Villa al Palms Casino Resort. Un ambiente interamente in stile Playboy che vi costerà circa €27.000 a notte.



Un coast to coast di lusso per approdare nella Grande Mela e rifugiarsi nella Ty Warner Penthouse del Four Season, l'attico più esclusivo da dove godere lo spettacolare skyline della metropoli più cosmopolita del mondo. Il costo di questa esperienza? €23.000 a notte.


Leggermente più economico il Vecchio Continente dove una notte al Royal Penthouse Suite del President Wilson Hotel, uno degli alloggi posti più in alto nel centro di Ginevra, può costarvi €22.000!


Se invece preferite il mare e i paesaggi esotici, vi basteranno €17.000. Questo è il costo (chiaramente per notte) della Bridge Suite all'Atlantis della Paradise Island alle Bahamas un luogo sospeso in senso letterale.


Relativamente più "cheap" la Ritz-Carlton Suite al Ritz di Mosca, 230 metri quadri di lusso sfrenato che graveranno solo €12.000 sulle vostre tasche.


Stessa spesa, ma luogo diverso: Dubai, Emirati Arabi. Marmo di carrara, letto rotante e cinema privato questo è quello che troverete al vostro ingresso nella Royal Suite al Burj Al Arab.


Per chi cercasse un'alternativa di lusso nella già citata Ginevra e desiderasse un terrazzo privato da cui ammirare le Alpi, la Royal Armleder Suite di Le Richemond è la soluzione che fa per voi.


Infine Parigi, la capitale del romanticismo e dell'eleganza dove ci sono almeno due alloggi all'altezza di questa lista: Royal Suite al Four Season George V e l'Imperial Suite del Park Hyatt-Vendome.



giovedì 24 gennaio 2013

"Radica Chic"


Cosa hanno in comune una fiammante Jaguar fuoriserie, un orologio Rolex, una scacchiera e una pipa? Oltre a sottolineare uno status che si spinge ben oltre il benessere, è un materiale, emblema del lusso e dell'eleganza d'altri tempi, a suggerirne la parentela: la radica.










Riscoperta negli ultimi anni come materiale pregiato dal fascino retrò, si è presto confermato nello splendore del mondo dei beni lussuosi che in un periodo di crisi diventano ancor più scintillanti e desiderabili.





Questo legno d'alto pregio non è altro che una radice appartenente all'area del Mediterraneo, l'erica arborea, un arbusto sempreverde dalla corteccia rossastra. I primi a scoprire la radica sono stati degli artigiani francesi che nell'Ottocento, incuriositi da questa pretuberanza simile al legno, ne sperimentarono la lavorazione evincendone subito la compattezza e la resistenza al fuoco. Non a caso è divenuto il materiale prediletto per la fabbricazione di pipe. 




La particolarità estetica della radica consiste nelle venature, nei disegni naturali, detti anche "occhi di pernice" che cambiano da pezzo a pezzo. 





L'eccellente qualità e il grande fascino di questo legno sono in grado di donare anche ad un semplice oggetto un valore speciale e un tocco di eleganza signorile. Per questo, nonostante il suo lungo e complesso processo di estrazione e lavorazione, la radica rimane uno dei materiali più ambiti dagli artigiani a cui vengono commissionate produzioni di beni di lusso. La versatilità della radica la rende utilizzabile per la creazione di prodotti svariati, dai gioielli ai complementi d'arredo.